| Mosaici della Villa Romana del Casale |
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Pagina 2 di 4 Si accede al complesso attraverso un ingresso monumentale (sud) costituito da una porta a tre fornici e che certamente doveva essere intonacato, affrescato (ci rimane qualche resto) e ornato da statue. Si accede ad un cortile porticato e colonnato che immette nel portico quadrangolare a nord-ovest oppure ad ovest verso il quartiere termale. Dal cortile si può accedere, attraverso due spogliatoi, alla palestra la cui decorazione musiva richiama una scena di gara con quadrighe ambientata nel Circo Massimo di Roma. Da qui si accede al frigidarium di forma ottagonale con sette nicchie a esedra di cui, quella a sud è una vasca da bagno triabsidata e quella a nord è una piscina absidata. Le nicchie sono decorate con scene di vestizione ed abluzione, il frigidarium con scene marine, le due vasche con pareti e pavimenti rivestiti di marmi. Dal frigidarium si passa al tepidarium e quindi al calidarium che manifesta il sistema di riscaldamento con suspensurae e praefurnia. Se si torna indietro al portico d'ingresso, si può accedere, attraverso un ambiente rettangolare che reca un frammento di mosaico con scena di benvenuto, al grande peristilio centrale che rappresenta l'anello di congiunzione di tutti i corpi della villa. Esso è costituito da un vasto spazio quadrangolare, delimitato da colonne di granito a capitello corinzio, che chiude un vasto giardino con grande fontana monumentale. Il lato destro del peristilio costituisce il percorso cerimoniale mentre quello sinistro costituisce il percorso privato. Sul lato nord, con orientamento est-ovest si aprono, gli appartamenti privati con decorazioni sia geometriche che di scene teatrali, erotiche o di pesca o di caccia. Uno in particolare va segnalato, quello della cosiddetta "piccola caccia" che descrive una scena di caccia disposta su diversi registri: in alto una scena di caccia alla volpe; in quello di mezzo il sacrificio alla dea della caccia e altre scene di caccia al cinghiale e alla lepre; in quello inferiore scene di caccia al cervo e al cinghiale. Una piacevole scena al centro della sala è quella del riposo dei venatores che, seduti in una radura su una tovaglia a righe all'ombra di un drappo (il parapetasma), dopo aver legato agli alberi i cavalli, attendono di consumare un volatile che arrostisce sulla brace. L'aspetto descrittivo della scampagnata, ora con l'uso di verghe, o con lance e pietre, o col vischio e il falcone, o con i cani e i cavalli, ora con le reti, si dipana come in una lunga striscia fumettistica. Il percorso ufficiale e pubblico si svolge ad oriente e a meridione del peristilio. Il lato est si apre sull'ambulacro cosiddetto "della grande caccia" le cui estremità sono absidate e al cui lato est comunica con la basilica quasi fosse il suo nartece. La decorazione musiva dei circa 200 piedi di lunghezza dell'ambulacro è interamente dedicata alla caccia grossa con fiere e animali esotici e col loro imbarco e trasporto a Roma per l'impiego nei giochi circensi. Le scene si susseguono su più registri e convergono dalle absidi verso il centro in vicinanza dell'ingresso della basilica. Particolare interesse ha suscitato la presenza di un personaggio austero, che si appoggia su un bastone, con abiti tipici dell'età tetrarchica e berretto pannonico-illirico, in cui qualcuno ha riconosciuto i tratti di Massimiano Erculeo. L'irrigidimento e la frontalità delle figure umane sembrano schiuderci le soglie del bizantinismo. Dal grande ambulacro si accede, su un piano rilevato, alla basilica, grande e maestoso edificio lungo 100 piedi con un'abside circolare nel fondo in direzione est. Le pareti sono rivestite di marmo e il pavimento non è mosaicato, ma ornato in policromo opus sectile proprio a rappresentare la solennità della funzione di rappresentanza e rimarcarne quella aulica. |




Mosaici della Villa Romana